Pontificia Università Gregoriana · Biblical Institute

Didattica

Tradizioni del Nuovo Testamento: tra le correnti messianiche marginali e il giudaismo maggioritario

Tradizioni del Nuovo Testamento: tra le correnti messianiche marginali e il giudaismo più ampio

Obiettivi

Riconoscendo la natura multiforme del giudaismo del tardo periodo del Secondo Tempio, il corso proposto, tenuto dal prof. Serge Ruzer, metterà in evidenza l’esistenza di diversi canali di comunicazione tra il cristianesimo nascente e il suo contesto ebraico.

In primo luogo, verranno esaminati alcuni esempi significativi nei quali i modelli di credenza riflessi nel Nuovo Testamento e quelli propri di un’altra comunità escatologica ebraica, pressoché contemporanea — quella che si cela dietro i manoscritti del Mar Morto — si chiariscono reciprocamente.

Dopo questa analisi di ciò che si potrebbe definire le correnti messianiche marginali del giudaismo del I secolo, rappresentate da questi due gruppi, prenderemo in esame le possibili tracce del pensiero ebraico ellenistico riscontrabili nel Nuovo Testamento.

Infine, discuteremo alcuni casi di collegamento con tradizioni ebraiche di più ampia diffusione, prestando particolare attenzione a quelli in cui gli scritti neotestamentari sembrano costituire la più antica testimonianza dell’esistenza di tali tradizioni.

Risultati di apprendimento

Gli studenti saranno introdotti alla natura multiforme dei movimenti escatologici ebraici del tardo periodo del Secondo Tempio, di cui la comunità di Qumran e i primi seguaci di Gesù costituiscono due esempi di grande rilievo.

L’individuazione di un comune orizzonte di riferimento e di finalità condivise consentirà inoltre, attraverso il confronto, di comprendere meglio le diverse direzioni in cui si svilupparono le concezioni messianiche di questi due gruppi.

L’attenzione alla presenza, nel Nuovo Testamento, di modelli più ampi di discorso religioso favorirà una valutazione articolata dei rapporti tra le correnti marginali e quelle maggioritarie del giudaismo nella formazione del pensiero cristiano delle origini.

Contenuti (argomenti selezionati)

  • Il modello messianico delle tre corone nei manoscritti del Mar Morto, nei Vangeli, nelle lettere paoline e nella Lettera agli Ebrei.
  • Il pesher qumranico a confronto con le citazioni di compimento in Matteo.
  • Il duplice comandamento dell’amore: Gesù a confronto con Qumran?
  • L’attesa della fine e la distruzione degli empi a Qumran e le dinamiche corrispondenti nel pensiero di Paolo.
  • L’avvio dell’impresa messianica: la tradizione sinottica e il giudaismo più ampio.
  • Gesù e Paolo come testimoni di concezioni più ampiamente diffuse riguardo alla Torah nell’escatologia.
  • Il Vangelo di Giovanni come testimonianza antica dell’idea del Messia quale nuovo Mosè.

Metodologia

Discussione seminariale di testi selezionati del Nuovo Testamento, con particolare attenzione alle strategie attraverso le quali essi definiscono la propria identità in rapporto al giudaismo più ampio e a un altro gruppo messianico contemporaneo: quello di Qumran.

Modalità di valutazione

Da definire.

Bibliografia

  • A. Hogeterp, Expectations of the End: A Comparative Traditio-Historical Study of Eschatological, Apocalyptic and Messianic Ideas in the Dead Sea Scrolls and the New Testament (Leiden: Brill, 2009). Disponibile online tramite la Biblioteca dell’Università Ebraica di Gerusalemme, campus del Monte Scopus.
  • S. Ruzer, Early Jewish Messianism in the New Testament: Reflections in the Dim Mirror (Leiden: Brill, 2020). Disponibile online tramite la Biblioteca dell’Università Ebraica di Gerusalemme, campus del Monte Scopus.
  • A. Runesson, «Che cosa significa leggere i testi del Nuovo Testamento “all’interno del giudaismo”?», New Testament Studies, 69, n. 3 (2023), pp. 299–312. Consultazione online tramite la Biblioteca dell’Università Ebraica di Gerusalemme.