Pontificia Università Gregoriana · Istituto Biblico
Cornetti da GhassulG4
Cornetti da GhassulFoto: Photo S. Zuhovitzky

La collezione di Teleilat Ghassul

Cornetti, vasetti in miniatura e vasi riparati

La prima vetrina in legno [G4] sulla parete sinistra, entrando, contiene alcune delle ceramiche più caratteristiche del sito, che meritano qualche commento.

Contenuto della vetrina

  • Ripiano 1: A. Cornetti · B. Giare a collo corto con anse
  • Ripiano 2: A. Cornetti · B. Vasi riparati da Ghassul
  • Ripiano 3: A. Calici · B. «Mini-vasi» e cucchiai
  • Ripiano 4: A. Giara da conservazione con anse · B. Giara da conservazione con anse

Cornetti

Per la loro forma insolita, praticamente sconosciuta in qualsiasi altro periodo archeologico, questi vasi furono chiamati cornets («cornetti») dai primi scavatori di Ghassul. Molti studiosi hanno sostenuto che si tratti di vasi per bere, nonostante la loro base instabile. All’interno del tempio calcolitico di En Gedi sono state trovate alcune insolite cavità appuntite, che potrebbero essere servite a sostenere i cornetti.

Lo studio più recente, di Sharon Zuhovitzky (vedi sotto), li ha interpretati come «oggetti di veglia», chiaramente legati a una funzione rituale.

Vasi riparati

Ceramica riparata si trova nella maggior parte dei siti calcolitici, ma a Teleilat Ghassul se ne conta un numero più elevato che altrove. I vasi riutilizzati a Ghassul venivano scelti con cura tra quelli rotti. Si trattava per lo più di ciotole, riparate praticando con un piccolo trapano dei fori in due grandi frammenti, che venivano poi legati insieme con tralci di vite o canne passati attraverso le perforazioni. Oltre alle ciotole venivano riciclati anche frammenti di cornetti: dopo averne levigato i bordi e praticato dei fori per fissarli, venivano riutilizzati come amuleti.

Cucchiai

I cucchiai sono oggetti piuttosto rari nei siti calcolitici: almeno diciotto dei 52 esemplari noti, provenienti da sedici siti, vengono da qui (vedi Rosenberg et al., sotto). Oggi diamo per scontato che i cucchiai facciano parte delle nostre abitudini a tavola, ma non era così nell’antichità. Considerata la rarità di questi oggetti, gli studiosi si sono giustamente chiesti se questi cucchiai fossero legati a pasti o eventi specifici, o forse a particolari pietanze.

Letture di approfondimento

  • D. Rosenberg, S. Gur-Arieh, M. Pearl & H. Ahituv, “(Don’t) Use Your Hands: The South Levantine Late Chalcolithic (ca. 4500–3900 cal BC) Spoons and Their Significance”, Humans 4.4 (2024) 385–399 (open access): doi.org/10.3390/humans4040025
  • S. Zuhovitzky, P. Waiman-Barak & Y. Gadot, “The Cornets of Teleilat Ghassul as a Vigil Object”, Tel Aviv 52.2 (2025) 159–185 (open access): doi.org/10.1080/03344355.2025.2546274
Inventario
G4
Periodo
Calcolitico
Materiale
Ceramica
Luogo di rinvenimento
Teleilat Ghassul (valle del Giordano, a nord del Mar Morto)
Gli scavi di Teleilat Ghassul
1929–38, 1959–60
In esposizione
Sala principale, prima vetrina sulla parete sinistra